SUONI MUDU' E LA COMPAGNIA DI KOKOPELLI

Suoni Mudu' e' una band italiana in attivita' da parecchi anni: sono originari di Bari ed alcuni membri facevano parte di un gruppo veramente seminale della storia del reggae italiano, i Different Style. In tutti questi anni parecchi musicisti hanno ruotato nei Suoni Mudu' intorno alla carismatica figura di cantante, poeta e performer, Nico Caldarulo, autore di quasi tutte le liriche della band, liriche che si rifanno alla grande tradizione del forte impegno sociale, politico e spirituale del roots anni settanta, musica che ha letteramente formato la maggior parte dei componenti di questa band.

Suoni Mudù...

Sarà la quarta o la quinta volta che li vedo live, ma ogni volta è un'emozione che non si può raccontare. .Suoni Mudù. Un concentrato di reggae, teatro misero, dialetto barese, influenze rock e veleno sociale...il preconcerto, ieri, ha visto uno splendido quanto incredibile mix tra "could you be love" (Bob marley) e "the wall" (Pink Floyd), che a dirla così sembra impossibile. Sul palco batteria, basso, chitarra, tastiere, violino, e una graziosa fanciulla di cui non ricordo mai il nome dalla voce stratosferica. Un gioco di luci preannuncia che ci siamo, l'entrata in scena della maschera della morte lo conferma. Lui arriva, cappello a tesa larga guarnito di fiori e guantoni da omino dell'antonetto, sorride, alza il terzo dito alla morte, si accende il cannone e attacca. Parlo, ovviamente, del grande Nico Caldarulo, uno che non ha peli sulla lingua, uno che se ne frega dell'immagine, uno che prende tutto il male che abbiamo intorno e lo mette in musica, uno che non fa un concerto ma uno show che piace a chiunque, anche alle mamme affacciate ai balconi. Il pubblico si scalda pian piano, al secondo pezzo è già delirio, mani al cielo e teste che ondeggiano, versi urlati con la rabbia di chi riconosce i propri ideali in una canzone. Nico passa da un brano all'altro tra lunghissimi applausi e urla di approvazione, appena le prime note lasciano intendere il pezzo che sta arrivando, e sorride, sorride quest'uomo che è capace di travestirsi da medico e da cristo crocifisso, che si appende al collo la bandiera italiana e si copre il viso con un panno nero, che recita poesie ed elenca nomi di noti personaggi politici locali (alcuni presenti) cantando "vù l vlit, vù l votat, vù l pagat, ah ah dà v'ù pigghjate.." (voi li volete, voi li votate, voi li pagate e là ve lo pigliate...), capace di far ballare tutti cantando "tu guardi la televisione e io non mi posso fumare una canna, tu prendi l'aspirina e io non mi posso fumare una canna...", capace di strappare una lacrima a tutti sul finale di "Mimì", canzone scritta per Mimì Milano, un anziano barbone bruciato vivo (con la scusa di una disinfestazione) perchè rovinava l'immagine dei negozi di lusso del centro di bari..."di più, di più", ci dice, "mimì sentili", continua, una mano sul cuore e gli occhi bassi...è stato un piacere nico, come sempre... l'ha detto ammula

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Suoni Mudù e teatro misero

Mudù è un'antica espressione dialettale di stupore, probabilmente nata dalla contrazione della parola "Madonna", quando anche solo nominare fuori luogo una divinità era considerato riprovevole e fortemente blasfemo. (Ninni C.). IL FORTE PULSARE REGGAE, IL RESPIRO MELODICO MEDITERRANEO, LA MENTE AL QUARTO TEATRO E ALLA DUB POETRY, L'OCCHIO VIGILE SULLE PROBLEMATICHE SOCIALI E L'ORECCHIO ATTENTO AI RUMORI DELLA CITTA': I SUONI MUDU'. Quando calcano la scena tutta l'aria che si respira è piena di suoni dolci e melodici, forti e allegri, incalzanti e travolgenti e poi tutto si completa con la performance teatrale e poetica di "Different Nico". Allora non si realizza solo un semplice concerto musicale ma una vera e propria messa in scena della realtà quotidiana. "Nico Mudù è nostro maestro di vita, oltre che maetro di musica". LUCA O'ZULU (99POSSE). "L'allegra teatralità dei Suoni MUDU'..." (MUSICA) - La Repubblica "...suadente miscela di ritmi in levare, suoni solari, positive vibrations, attiva sperimentazione teatrale, dub poetry per emprimere in rima la società attuale..." (LA CITTA'). "i SUONI MUDU' cantano la bellezza della nostra natura stravolta dall'umanità dell'uomo, dagli abusi e dalla cattiveria senza limite" (LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO). La storia: nel 1990, Nico Caldarulo, regista e attore della compagnia teatrale indipendente con la quale ha girato l'Europa mettendo ìn scena numerose e originali performance, dopo l'intensa esperienza nelle vesti di percussionista con i Different Stylee e con gli Struggle, gruppi storici nel panorama della musica reggae italiana degli anni '80 fonda a Bari i SUONI MUDU', insieme a Silvio Gelao e Carlo Schino. La Band dopo un periodo di rodaggio, inizia ad entrare nella scena musicale reggae italiana e a calcare i palcoscenici di oltre 200 paesi riscuotendo un successo da parte di un pubblico attento ed entusiasta delle performance musicali del gruppo. Allora diventa assolutamente impossibile non tener presente quella che è la carriera artistica di NICO CALDARULO al suo attivo oltre 400 concerti in tutta Italia, collaborazioni live come special guest nei concerti di BURNING SPEAR, THE WAILERS, MISTY IN ROOTS, BARRINGTON LEVI, BLACK ROOTS, MUTABARUKA, MANU DIDANGO, le partecipazioni a tutti i tributi di BOB MARLEY, il concerto come special guest all'esibizione di JOHN CALE al Pepsi Sizget di Budapest. Ma non solo questo! Ospite di numerosi programmi televisivi e radiofonici nazionali tra cui: OUTOUT (Tv Cinque Stelle), VIDEORAI (Rai 3), JEANS 2 (con FABIO FAZIO su Rai 3), BATTITI (Telenorba), e altre apparizioni su emittenti private (Antenna Sud, Odeon TV). I palcoscenici: oltre 200 concerti tra cui spiccano le performance di musica e arte tenuti alle manifestazioni come: AMPOLLINO RAP '95/'96 insieme ai 99POSSE, BISCA, PARTO DELLE NUVOLE PESANTI, FRANKIE HI'NRG; Special Guest all'esibizione di JOHN CALE al PEPSI SIZGET di BUDAPEST '96, CATANZARO ROCK '97, V Raduno Rock '98 a Pedace, MEETROCK '98 a Bari, BURGOLO '98 per la rassegna musicale "Per Chi E' Sveglio Ed Ame Cantare", SUNSPLASH ROTOTOM '98, insieme agli AFRICA UNITE e SUD SOUND SYSTEM, vincitori assoluti del FEEDBACK '98 (Rassegna nazionale di musica indipendente) - Settembre 1998 EBOLI - riconoscimento da parte di ASSOMUSICA come migliore band live. Da non dimenticare, inoltre, la partecipazione come speciale guest nell'album CURRE CURRE GUAGLIO' dei 99 POSSE: nella Canzone "RIPERUTAMENTE". La formazione: NICO CALDARULO (voce, performer, poeta); CORINNA LUPORI (armonie vocali); GIANNI LOPORACARO (chitarre); MASSIMO LANEVE (tastiere); GIUSEPPE DI PINTO (basso); GESE MARSICO (batteria). Discografia: l986 "DUB WISE"; 1988 "SERENATA"; l995 "ZA'"; 1996 "MICA CASUALE SARA'".

// Music Club Website

Doin’ Damage in My Native Language’: The Use of ‘Resistance Vernaculars’ in Hip hop in France, Italy and Aotearoa/New Zealand Tony Mitchell

...This is particularly evident in the work of the Bari-based group Suoni Mudù, who superimpose a street map of Bari on their name and enact a mock Mafia murder on the cover of their polemical 1996 mini-album, Mica casuale sara (Hardly by Chance). The CD cover includes the lyrics in both Barese dialect and "standard" Italian to their track "Citt e camina (L'ambiente)" (City and Hearth, Where I Live). This begins with an address to local Christian Democrat and neo-fascist politicians and then proceeds to mark out a criminal cartography of Bari:

I'm telling you Matarrese of the Christian Democrats
I'm telling you Lattanzio of the Christian Democrats
I'm telling you Formica of I don't know which party any more
I'm telling you Tatarella of the MSI [a right wing neo-fascist party]
Those who live on crime in the underworld
Have identified with the mafia since they were children
Poor us, poor us
The die is cast, the die is cast
A conspiracy of silence rules in Libertà
Organised crime rules in San Pasquale
There was a co-op in Japigia which sold drugs
In Carrassi a bag gets snatched every two metres
In the Madonella they skin you alive
You'd better keep your eyes open in the old town of Bari
Watch out in the Cep too, they'll knock your teeth out
What we call "paranza" [corruption, literally "fishing trawler"] in Bari
Has another name in other places, but it doesn't make any difference
The same brutal system afflicts our whole society
I know the perpetrators of this hell
The real "paranza" is firmly established in the government
They wheel and deal with no sense of shame
They speculate on your grief
Dealing, speculating, prohibition
The die is cast, the die is cast
Cops, mafia, even the 'ndrangheta and the camorra
They'll destroy everything because they always
Get you below the belt
What else can we say
You already know all this
The criminal underworld are tyrants
They live in squalor, they're an ignorant bunch
Ask me for two hits, there, give him two hits
People are ignored, it's a lousy mistake
Poor us, poor us
This one's got a knife in his pocket
That one's got a gun in his pocket
They're the Libertà mob from Libertà
The die is cast, the die is cast,
The die is cast, and its made of drugs

These are similar sentiments to those expressed in "Fight da faida," but they are articulated very differently. The loping ragga beat gives the track a sense of grim resignation as well as denunciation, and the sung refrains ("poor us" and "the die is cast"), which use a female voice, draw on local musical idioms to express a sense of grief. Barese dialect is also used for its musical attributes, as in the line "Ask me for two hits, there, give him two hits," which is the onomatopoeic "Dì d_, dì dà, de d_." As Goffredo Plastino has noted, "dialect is also used for its different musicality with regard to Italian, for the greater possibilities of rhythmic and musical organisation of phrases which it allows" (1996:100). The use of local expressions, the perorations through the main precincts of Bari and the roll call of politicians also give the track a specificity and sense of locality which "Fight da faida" lacks. Suoni Mudu provide a detailed and intimate cartography of the Bari criminal underworld which is fleshed out by their idiomatic use of the "minor language" of Barese dialect...

// New zealand electronic poetry centre

SUNSPLASH 29 GIUGNO 2002

Ai baresi Suoni Mudu’, veterani della scena reggae italiana il compito di aprire questa penultima serata di concerti. Questa dei Mudu’ e’ l’ultima di veramente tante apprezzatissime esibizioni qui al Sunsplash e si puo’ dire che questa band non ha quasi mai mancato un festival. Sul palco la band di Nico Caldarulo si presenta numerosissima, arricchita anche da ulteriori presenze sceniche in costume. Suoni Mudu’ sono una collaudatissima macchina del ritmo a ruotare intorno alle canzoni/poemi cantate da Nico, il loro frontman che tiene il palco in maniera impeccabile. Nel loro non lunghissimo set eseguono parte dei loro classici brani, colpendo la Sunsplash massive con le liriche di forte impatto ed impregnate di grande impegno sociale: le loro canzoni sono un attacco verso il consumismo, il colonialismo che continua a discapito dei paesi piu’ poveri, la mafia, la corruzione ed il destino di chi subisce la malattia in condizioni economiche precarie ed e’ in balia della somministrazione senza scrupoli di cattivi farmaci. Un altro tema classico che entra ed esce potentemente dalle canzoni dei Suoni Mudu’ e’ la legalizzazione della cannabis, e queste canzoni sono tra quelle che riscuotono piu’ consensi. Dopo tanti anni di attivita’ questa band dimostra veramente di essere un collettivo ben organizzato ed amalgamato e di saper spaziare da ritmiche dal sapore piu’ roots reggae a brani decisamente piu’ ‘groovy’. Anche per i Mudu’ arriva il momento di lasciare il Main Stage per fare spazio ai belgi Mika.

// Rototom SunSplash website

// Nicola Morisco Gazzetta del mezzogiorno 07-05-2006

// Paola Andreoni Beat Magazine luglio '06